Federica Russo

Federica Russo

BE YOURSELF… in the right place for you

Ci sono passioni che cominciano sentendosi stranieri in terre sconosciute.
Le più importanti per me sono iniziate così. Come il giorno in cui, da poco maggiorenne, ho messo piede per la prima volta nelle cucine di ALMA, durante una gita scolastica.
Per i miei compagni era solo un posto interessante da visitare. Io, invece, ero travolta da emozioni contrastanti. Da un lato mi sentivo come Alice appena sbarcata nel Paese delle meraviglie, dall’altro vedevo all’improvviso il mio futuro con certezza: sarei diventata una pasticcera.
C’è un errore che molti commettono spesso quando escono da un’accademia prestigiosa. Uno sbaglio che ho fatto anch’io, pensando di aver già raggiunto il traguardo con quel diploma, di conoscere ormai abbastanza il mondo che avevo deciso di rendere la mia casa.
Ciò che non immagini, una volta finita la scuola, è che si tratta solo del tuo primo passo. L’inizio di un viaggio di scoperta che durerà tutta la vita e in cui capiterà ancora di sentirsi stranieri, esploratori, viaggiatori o intrusi, a seconda della situazione.
Da esploratrice gioiosa ho affrontato il mio primo giorno di lavoro con Fabrizio nel suo laboratorio, uno spazio impeccabile con grandi finestroni da cui vedere la natura.
Anche se miei amici e la mia famiglia erano a più di 100 chilometri di distanza, io ero carica come lo si più essere a 20 anni o poco più. Non vedevo l’ora di dimostrare quanto valevo.
Un mese dopo – sforzandomi di trattenere le lacrime – ero di nuovo al cospetto del mio capo, questa volta per restituirgli le chiavi e andarmene. Dopo i primi fallimenti mi sentivo fuori luogo, senza nessun talento e nessuna capacità. Una stupida che si era illusa di imparare un mestiere che non faceva per lei.
Per fortuna, quella volta, è stato Fabrizio a stabilire che non ero un’intrusa nel posto sbagliato: ”Tu da qua non te ne vai. Hai ancora tanto da imparare per diventare una brava pasticcera. E, per riuscirci, devi affrontare gli ostacoli.
Scappare non serve a niente.” Bastano poche parole, anche se dette in modo un po’ burbero, per farti sentire a casa. E, quando succede, le difficoltà diventano solo muri da superare e da
lasciarsi alle spalle per diventare la versione migliore di se stessi.
E se oggi incontrassi la ragazza che 7 anni fa era pronta a mollare tutto?
Cosa le direi?
In primo luogo le consiglierei di andare avanti per la sua strada, ignorando gli attacchi pretestuosi di chi non accetta che una donna giovane possa puntare all’eccellenza. Le direi che vincerà concorsi e che diventerà brand ambassador di prestigiose aziende italiane.
E che, dopo aver cominciato a dimostrare quanto vale sul lavoro, deciderà anche di sposare l’uomo che, per primo, l’ha fatta sentire a casa in un laboratorio di pasticceria.
Per qualcuno potrebbe essere una bella favola a lieto fine. Per me è ancora all’inizio…

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