Katia Maccari

Katia Maccari

BE YOURSELF… living the present

C’è chi vive proiettato nel futuro. Di solito sono gli eroi di storie in cui c’è un solo obiettivo e mille ostacoli per raggiungerlo.

Ecco, la mia non è una di quelle storie.
Io faccio parte di un’altra categoria: quella degli equilibristi che camminano con lo sguardo fisso sul presente.
Protagonisti di racconti meno lineari, come solo la vita può esserlo, in cui gli obiettivi sono tanti e spesso cambiano o arrivano strada facendo.

Nel mio caso, ad esempio, l’idea di diventare una chef non era tra progetti iniziali: quando mi sono diplomata in ragioneria, per me la cucina era vita, non lavoro.
Il culto per i sapori genuini faceva parte del DNA della mia famiglia: allevavamo animali, mia nonna preparava da sempre pici e ravioli sulla spianatoia e mia mamma aveva lavorato in un ristorante e in un salumificio.

Poi l’imprevisto: gestendo la parte amministrativa di un ristorante, sono finita temporaneamente in cucina per carenze di personale.
Credevo di cavarmela senza troppi problemi, ma Il primo impatto è stato uno shock: hai presente quando ti innamori perdutamente di qualcuno ma scopri all’improvviso di non essere alla sua altezza?

Avevo sempre pensato che cucinare fosse facile, invece ho capito che era un mondo di cui non sapevo quasi nulla.
A quel punto ho fatto ciò che mi riesce sempre meglio: impegnarmi con tutta me stessa.
Una decisione che mi ha trascinata in un vortice di attività.
Tra scuole di cucina, corsi, studio da autodidatta, il lavoro al ristorante e la famiglia, la sensazione era quella di portare avanti tante vite allo stesso tempo.
E così sono arrivati tre figli, una stella Michelin, insieme a tante collaborazioni e soddisfazioni, sia personali che sul lavoro.

Sarebbe bello dire che sono riuscita a non cadere mai, ma sarebbe una bugia.
Mi è successo come mamma, come donna, come chef e come imprenditrice.
Ho commesso errori, ho avuto dubbi, ho visto fallire la mia relazione e sperimentato il terrore di perdere la famiglia che avevo voluto con tutte le mie forze.
Ma, cadendo, ho scoperto che ciò che conta davvero non sta in alto, sotto la luce dei riflettori.
Si trova intorno a me, nella rete invisibile che mi protegge mentre cammino sul filo. Una rete fatta di rapporti umani e legami profondi che mi sorreggono quando perdo l’equilibrio e mi rassicurano quando il presente sembra troppo faticoso e difficile.
Una rete in cui ci sono i sorrisi dei miei figli, l’affetto che ci lega, e la stima che leggo nei loro occhi anche quando mi sembra di non fare abbastanza.

Il bello è che, proprio quando cadere comincia a farti meno paura, diventi più brava a mantenere l’equilibrio. Un passo dopo l’altro, immersa in un presente in cui tutto quello che rende la vita degna di essere vissuta si trova intorno a te.
Basta saperlo vedere.

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