Lila Bentivegna

Lila Bentivegna

BE YOURSELF… loving your land

Il mio legame con la cucina?
È caldo, profondo e avvolgente come le radici di un albero secolare. È fatto di affetti, tradizione e rapporti forti e solidi.
Il mondo della gastronomia e la mia famiglia sono un tutt’uno.
Ogni nostra giornata si muove intorno ai tanti aspetti che compongono piatti perfetti: ingredienti del territorio, realizzazione, cura e accoglienza. Perfino i nostri viaggi sono sempre stati pieni di ricerche, studio e degustazioni. La cultura gastronomica cambiava ogni volta, ma c’era una costante: tutto doveva essere a Km 0. Quando sei un ristoratore, in fondo, lo resti anche in vacanza.
C’è un luogo comune secondo cui i figli d’arte sono dei privilegiati perché percorrono strade già battute.
Eppure io di strade battute non ne ricordo molte. In compenso non mi sono mancate, fin dall’infanzia, le strade di campagna sterrate, con buche che mi facevano saltare dal sedile mentre accompagnavo mio padre dai contadini, dai vignaioli, dai pescatori e dai produttori caseari. E i chilometri percorsi in sala, fin da ragazzina, con i piatti pronti da servire per dare una mano nel ristorante.
Di privilegi, poi, ce ne sono stati tanti: le giornate a cucinare con tutta la famiglia, i sorrisi dei clienti di fronte ad un piatto speciale, gli incontri con uomini e donne con le mani indurite dal lavoro nei campi, le fette di pane con l’olio da assaggiare, le ricotte ancora tiepide, il profumo del mare e i pesci appena pescati che brillavano alla luce del mattino.
Come faccio a non ammettere che sono fortunata? Sono cresciuta immersa in un’arte che è anche impegno, accoglienza e amore per la terra e per le persone che la abitano. Una passione che mi fa sentire me stessa, che mi spinge a migliorare continuamente, che mi ha permesso di accantonare ogni insicurezza attraverso il giusto mix tra creatività e duro lavoro.
Posso vivere facendo quello che amo, continuando ad approfondire antichi saperi che mi sembra di non conoscere mai abbastanza. Ho cominciato con la pasticceria, per poi passare alla lavorazione della pasta fresca con i grani antichi siciliani e, nel frattempo, ho rivisitato i piatti antichi della tradizione, inseguendo i profumi della mia infanzia e le ricette della nonna.
E poi c’è il privilegio più grande: avere al mio fianco dei maestri che sono anche famiglia. Una famiglia solidale e complice, in cui le differenze rappresentano unicità e non ostacoli: sia sul lavoro che a casa. Perché, anche se tutti ci sentiamo parte di questo un albero secolare cresciuto in una terra fertile e ricca di ingredienti così buoni e vari, siamo come dei rami pronti a guardare il cielo. Ognuno a modo suo.

 

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