Lorenzo Leuzzi

Lorenzo Leuzzi

BE YOURSELF…meeting new parts of you.

Il vero sbaglio è la paura di sbagliare.

Anche perché, in fondo, la maggior parte degli sbagli serve a cambiare e ad evolversi. Alcuni errori ti trasformano senza che tu lo percepisca, e ti portano verso nuovi orizzonti oltre i quali non sarai più lo stesso.

Io l’ho imparato sulla mia pelle, come capita spesso a chi si mette in gioco prima di essere del tutto pronto.

Quando ho iniziato questo lavoro avevo 16 anni e il mio banco di prova era una cucina giapponese dove regnavano rigore, serietà e precisione. Che è un po’ come imparare a guidare su un’auto di lusso, in un paese straniero dove non si conoscono le strade.

Per gli chef nipponici tutto passa in secondo piano rispetto al risultato finale: non importa se hai decenni di carriera alle spalle o solo qualche settimana. Ciò che conta è la perfezione. Una perfezione fatta di dettagli e concentrazione che, a quell’età, aveva il sapore di una sfida impossibile.

Un giorno mi chiesero di tagliare un magnifico tonno rosso pescato da poche ore: una materia prima pregiata, degna di una preparazione magistrale. Era la prima volta che mi trovavo di fronte a un compito del genere. Sentivo che quella prova poteva essere la mia grande occasione.

Presi il coltello tra le mani, mi concentrai. Avevo paura di sbagliare e… sbagliai!

Durante il taglio bucai una delle parti più nobili, il cuore. E mentre vedevo il sangue macchiare il tagliere, mi convinsi di aver appena perso un’occasione.

Non sapevo ancora che alcuni fallimenti possono essere solo l’inizio di storie molto meno lineari, forse più complicate ma di sicuro più ricche ed elettrizzanti. Un po’ come quegli incontri che partono in modo conflittuale e, poco a poco, diventano passione pura.

Perché in fondo in questo mestiere, come nella vita, si impara anche attraverso gli errori.

Così, giorno dopo giorno, ho provato e riprovato, fino a padroneggiare e ad amare le più sofisticate tecniche orientali di taglio e sfilettatura.

Un legame così intenso da spingermi a creare due diverse cucine in ogni ristorante da me gestito: una mediterranea e una dedicata al sushi, con due squadre distinte in grado collaborare.

Come le due parti di me che, dopo quella mia prima esperienza, convivono all’interno della stessa persona: un ragazzo entusiasta per la cucina e uno chef professionale e aperto a nuove sfide, pronti ad influenzarsi a vicenda cercando sapori nuovi e inediti.

Due parti che si impegnano per costruire insieme nuove occasioni, trasformando ogni sfida in un’occasione per crescere.

 

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